Nishijin-ori e Kyo-yuzen: tessere o tingere, due modi di creare un kimono
Kyoto è la capitale storica del tessile giapponese e da secoli vi dominano due mestieri. I visitatori li confondono spesso, eppure si basano su principi opposti.
- Il Nishijin-ori è tessitura: i fili di seta vengono tinti prima di essere tessuti ed è il telaio a creare il motivo, filo dopo filo. In Giappone si parla di tessuto "tinto prima" (saki-zome). È la tecnica degli obi (le fasce del kimono) più preziosi, dei broccati d'oro, dei tessuti per i costumi del teatro Nō e dei tessili religiosi.
- Il Kyo-yuzen è tintura: si parte da una seta bianca tessuta in tinta unita e il disegno viene dipinto o stampato a stampo sul tessuto (ato-zome, "tinto dopo"). È la tecnica dei kimono con motivi pittorici, fiori, paesaggi, ventagli, con sfumature che la tessitura non può ottenere.
Una regola empirica del mondo del kimono riassume la gerarchia tradizionale: "kimono tinto, obi tessuto". Gli abbinamenti più formali uniscono spesso un kimono yuzen a un obi Nishijin.
Entrambi sono riconosciuti come artigianato tradizionale dal Ministero dell'Economia (METI) dal 1976. Ed entrambi si possono visitare all'interno di Kyoto: Nishijin a nord-ovest del Palazzo Imperiale, i laboratori di yuzen sparsi tra il centro e l'ovest e un museo che li presenta tutti a Okazaki.
Nishijin-ori: storia e lavorazione, dalla guerra di Ōnin ai telai Jacquard di Lione
La tessitura della seta esiste a Kyoto dalla fondazione della capitale, alla fine dell'VIII secolo. Il nome Nishijin, "accampamento occidentale", risale alla guerra di Ōnin (1467-1477), che devastò la città: l'esercito dell'ovest si era accampato in questo quartiere. Tornata la pace, i tessitori dispersi vi si riunirono e il nome rimase. In realtà non esiste un quartiere amministrativo chiamato Nishijin: il termine indica la zona della tessitura intorno ai quartieri di Kamigyo e Kita ed è un marchio registrato della cooperativa dei tessitori.
Il legame con la Francia è diretto. Nel 1872 tre tessitori di Nishijin furono inviati a Lione per studiare il telaio Jacquard, che legge i motivi da schede perforate. Riportarono la tecnica in patria e il primo telaio Jacquard in legno costruito in Giappone, bene culturale della città di Kyoto, è oggi esposto al Nishijin Textile Center.
La produzione si basa su una divisione del lavoro molto sviluppata, con una ventina di mestieri diversi:
- ideazione del motivo (zuan), poi traduzione in un progetto tecnico, punto per punto, per programmare il telaio (un tempo schede perforate, oggi spesso dati digitali);
- preparazione dei fili: torcitura, tintura, fili d'oro e d'argento (carta laccata e dorata tagliata in strisce sottilissime);
- orditura, che dispone migliaia di fili d'ordito;
- tessitura, su telaio Jacquard meccanico o, per i pezzi più pregiati, a mano. Un obi tessuto a mano può richiedere diverse settimane.
La cooperativa riconosce dodici categorie di Nishijin-ori, dal broccato (kinran) allo tsuzure, un arazzo battuto con le unghie limate a dente di sega, una tecnica sorprendente da osservare durante le dimostrazioni.
Visitare il Nishijin Textile Center: orari, sfilata di kimono e laboratorio di tessitura
Il Nishijin Textile Center (Nishijin-ori Kaikan) è gestito dalla cooperativa dei tessitori. Si trova su Horikawa-dori, appena a sud dell'incrocio con Imadegawa-dori. Ingresso gratuito. Aperto dalle 10:00 alle 16:00 da ottobre a marzo e dalle 10:00 alle 17:00 da aprile a settembre; chiuso il lunedì (il martedì se il lunedì è festivo) e dal 29 dicembre al 3 gennaio.
All'interno:
- l'archivio al terzo piano espone il primo telaio Jacquard del Giappone e la storia della modernizzazione di Nishijin, con tre o quattro mostre temporanee all'anno (obi, kimono, paraventi);
- dimostrazioni di artigiani e negozi di obi, piccoli oggetti e regali in tessuto Nishijin;
- il rooftop, aperto in occasione di eventi, da cui il 16 agosto si vedono quattro dei cinque falò del Daimonji.
La sfilata di kimono, così spesso citata nelle guide, non è più in programma: il sito ufficiale indica che non è prevista alcuna sfilata e rimanda a video online. Non costruite una visita di gruppo intorno a essa.
Funziona invece molto bene il laboratorio di tessitura a mano: su un piccolo telaio si tesse una tovaglietta di circa 20 × 30 cm in una quarantina di minuti e la si porta a casa. Prezzo 2.750 ¥ (2.530 ¥ a persona da 15 persone), dai 10 anni circa, fino a 50 persone per sessione grazie a una cinquantina di telai. Prenotazione obbligatoria.
Il centro noleggia anche kimono (8.800 ¥ per uscire in città, da restituire 30 minuti prima della chiusura; 5.500 ¥ per restare all'interno) e propone trasformazioni in maiko o geiko (33.000 ¥ trucco e foto inclusi) e costumi di corte Heian (48.400 ¥).
Come arrivare: autobus urbano fino a Horikawa Imadegawa, 1-2 minuti a piedi (linea 9 dalla stazione di Kyoto, circa 30 minuti); oppure metropolitana linea Karasuma fino a Imadegawa, poi 10 minuti a piedi. Parcheggio per pullman sul posto (10 veicoli, 3.000 ¥).
Kyo-yuzen: come si dipinge la seta e dove provare un laboratorio di tintura
Lo yuzen prende il nome da Miyazaki Yuzensai, pittore di ventagli attivo a Kyoto alla fine del XVII secolo, i cui disegni furono adattati alla tintura dei kimono. Il principio è una riserva: una sottile linea di pasta impedisce ai colori di mescolarsi, permettendo motivi dettagliati e sfumature.
Le fasi principali dello yuzen dipinto a mano (tegaki yuzen):
- disegno del motivo sulla seta con un inchiostro vegetale lavabile;
- stesura della linea di riserva (itome-nori) con un cono da decorazione lungo tutti i contorni;
- colorazione (sashi-yuzen) a pennello, zona per zona, sfumature comprese;
- fissaggio a vapore, poi copertura dei motivi con pasta per proteggere la pittura;
- tintura dello sfondo (hikizome) con un pennello largo, nuovo fissaggio, poi lavaggio per eliminare pasta e inchiostro. Un tempo questo lavaggio si faceva nel fiume Kamo, un'immagine celebre di Kyoto; oggi avviene nei laboratori.
Dall'era Meiji esiste anche lo yuzen a stampo (kata-yuzen), che riproduce un disegno con decine, a volte centinaia, di stampi successivi. È la tecnica proposta dalla maggior parte dei laboratori per visitatori, perché dà un buon risultato in un'ora.
Dove provarlo:
- Kyoto Museum of Crafts and Design (Okazaki, vedi sotto), che organizza laboratori di yuzen a stampo e, per i gruppi, sessioni con artigiani su prenotazione.
- Laboratori privati nel centro di Kyoto, spesso in machiya: tintura a stampo di un fazzoletto, un furoshiki o una borsa in 1-1,5 ore, da circa 1.600-3.000 ¥ a seconda delle dimensioni; opzioni più lunghe (2-3 ore) per un vero stampo da kimono. La capienza è spesso di una decina di persone per sessione, quindi i gruppi più numerosi vanno suddivisi.
Il pezzo tinto viene di solito consegnato in giornata dopo l'asciugatura, a differenza dei laboratori di ceramica.
Dove vedere gli artigiani tessili a Kyoto
Oltre al Nishijin Textile Center e ai laboratori di yuzen, tre opzioni permettono di vedere gli artigiani all'opera o di osservare da vicino i loro lavori.
Kyoto Museum of Crafts and Design (Kyoto Dento Sangyo Museum), nel seminterrato del Miyako Messe a Okazaki, vicino al santuario Heian. Presenta i 74 mestieri tradizionali di Kyoto, tra cui Nishijin-ori e Kyo-yuzen, con dimostrazioni di artigiani in alcuni giorni. Aperto 10:00-18:00 (ultimo ingresso 17:30), giorni di chiusura indicati nel suo calendario. Ingresso 500 ¥ (400 ¥ a persona da 20 persone) e gratuito per chi indossa il kimono, il che lo rende una tappa logica dopo un noleggio. Piccoli laboratori senza prenotazione (dipingere un ventaglio pieghevole a 2.000 ¥, un ventaglio rotondo o una candela a 1.000 ¥, 15-30 minuti, 4 persone per turno) completano la visita.
Nishijin a piedi: tra Horikawa-dori, Imadegawa-dori e Senbon-dori, le vie di machiya ospitano ancora alcuni laboratori di tessitura da cui a volte si sente il battito dei telai. La cooperativa pubblica una mappa per passeggiate. Diverse case di tessitura aprono i loro showroom; un ex laboratorio trasformato in museo tessile, l'Orinasukan, espone costumi e telai a mano. Rispettate gli ingressi privati: sono case abitate.
Mercatini delle pulci: al mercato del santuario Kitano Tenmangu (il 25 di ogni mese) e a quello del Toji (il 21), le bancarelle vendono kimono e obi antichi, scampoli di seta e broccato a partire da qualche centinaio di yen. Un buon posto per percepire la differenza tra un obi tessuto e un tessuto stampato.
Infine, il Gion Matsuri (luglio) espone nelle vie del centro carri decorati con arazzi, alcuni di Nishijin e altri importati dall'Europa secoli fa.
Noleggiare un kimono a Kyoto: prezzi e galateo
Il noleggio del kimono è una delle attività più richieste a Kyoto. Tutto fila liscio se si conoscono alcune regole.
Prezzi e opzioni: nei negozi specializzati i pacchetti base (kimono in poliestere o yukata d'estate, obi, borsa, sandali, vestizione) partono da qualche migliaio di yen, l'acconciatura è spesso a parte e i kimono di seta costano sensibilmente di più. Al Nishijin Textile Center il pacchetto kimono per uscire in città costa 8.800 ¥. Bisogna calcolare da 30 a 60 minuti per la vestizione, di più nei periodi di punta.
Regole da rispettare:
- Il lembo sinistro si sovrappone al destro; visto di fronte forma una "y" minuscola. Il contrario è riservato ai defunti: il personale del noleggio veste correttamente, ma conviene verificare se ci si riveste da soli.
- Restituire il kimono in orario: i negozi chiudono spesso verso le 17:00 o le 18:00 e i ritardi vengono addebitati.
- Camminare a piccoli passi, sollevando leggermente l'orlo sulle scale dei templi; i sandali zori rallentano molto, quindi meglio prevedere tragitti brevi.
- Trattenere le maniche quando si mangia, ci si lava le mani alle fontane o si usa il bagno; evitare i piatti con salse.
- Non sedersi sui gradini polverosi: possono essere trattenuti depositi o addebitate spese di pulizia.
- Pioggia: la maggior parte dei negozi presta un ombrello e copri-sandali; in caso di pioggia forte, meglio rimandare.
- Gion: i vicoli privati intorno a Hanamikoji sono vietati ai visitatori e fotografare le maiko senza permesso è malvisto, in kimono o no.
Indossare un kimono offre anche qualche vantaggio pratico a Kyoto, come l'ingresso gratuito al Kyoto Museum of Crafts and Design.

Tessuti di Kyoto per gruppi: laboratori, visite private e regali
Per un gruppo aziendale, i tessuti di Kyoto hanno un vantaggio che pochi mestieri artigianali offrono: si possono accogliere molte persone contemporaneamente, in un unico luogo.
- La tessitura al Nishijin Textile Center accoglie fino a 50 persone per sessione, con tariffa di gruppo da 15 persone e parcheggio in loco per 10 pullman. È la soluzione più semplice per un gruppo da 30 a 50 persone.
- Il Kyoto Museum of Crafts and Design consiglia la prenotazione da 8 persone e la richiede per alcuni servizi: 10 giorni lavorativi prima per una visita libera di gruppo, 21 giorni lavorativi per una visita guidata di un'ora con il direttore o una guida specializzata (16.500 ¥ per gruppo), 28 giorni lavorativi per un laboratorio con un artigiano. Ci sono solo 3 posti per pullman, quindi è meglio prevedere un punto di discesa.
- I laboratori di yuzen nelle machiya sono più raccolti: oltre le 10 persone, conviene dividere il gruppo su due turni o due laboratori, alternando con una passeggiata a Nishijin.
- Noleggio di kimono per un gruppo: prenotare lo stesso negozio per tutti, prevedere una vestizione scaglionata (circa venti persone all'ora in un grande negozio) e una foto di gruppo in un luogo dove è consentito. Per gli uomini, l'opzione hakama è spesso la più apprezzata.
- Visite private: alcuni tessitori di Nishijin aprono il proprio laboratorio o showroom a un piccolo gruppo su richiesta, con una presentazione da parte di un membro della famiglia. È spesso il momento più memorabile, ma richiede diverse settimane di organizzazione.
Come regalo, una pochette, un porta biglietti da visita o un furoshiki in tessuto Nishijin o in seta tinta yuzen entra facilmente in valigia, e l'etichetta della cooperativa ne garantisce l'origine.
SHINOGI DMC organizza queste giornate dedicate ai tessuti a Kyoto, dalla prenotazione dei laboratori e dei negozi di noleggio kimono alle visite private dagli artigiani e ai regali di fine seminario.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra Nishijin-ori e Kyo-yuzen?
Il Nishijin-ori è una tessitura: i fili vengono tinti prima e il motivo si crea sul telaio. Il Kyo-yuzen è una tintura: il motivo viene dipinto o applicato con stencil su seta già tessuta.
Il Nishijin Textile Center organizza ancora la sfilata di kimono?
No. Il sito ufficiale indica che non è in programma alcuna sfilata di kimono e propone invece dei video online. Il centro resta gratuito e offre un laboratorio di tessitura a 2.750 ¥.
Dove provare la tintura yuzen a Kyoto?
Al Kyoto Museum of Crafts and Design di Okazaki, oppure in laboratori privati in machiya nel centro di Kyoto, che propongono di tingere con stencil un fazzoletto o una borsa in 1-1,5 ore.
Da che lato si incrocia il kimono?
Il lembo sinistro sopra il destro, formando una "y" vista di fronte. Incrociarlo al contrario è riservato ai defunti.
Quanto costa noleggiare un kimono a Kyoto?
I pacchetti base partono da qualche migliaio di yen, l'acconciatura è spesso a parte e la seta costa di più. Al Nishijin Textile Center il pacchetto per uscire in città costa 8.800 ¥.
Un gruppo numeroso può fare un laboratorio tessile a Kyoto?
Sì: il laboratorio di tessitura del Nishijin Textile Center accoglie fino a 50 persone per sessione, con una tariffa di gruppo di 2.530 ¥ da 15 persone. La prenotazione è obbligatoria.
Rédaction SHINOGI DMC · Aggiornato
Fonti
- Nishijin Textile Industrial Association — Nishijin Textile Center (horaires, accès, parking)
- Nishijin Textile Industrial Association — Ateliers (tissage à la main)
- Nishijin Textile Industrial Association — Voir (archives, kimono show)
- Nishijin Textile Industrial Association — Location de kimono et transformations
- Nishijin Textile Industrial Association — Qu'est-ce que le Nishijin-ori
- Kyoto Museum of Crafts and Design — Informations pratiques
- Kyoto Museum of Crafts and Design — Visites de groupe
- Kyoto Museum of Crafts and Design — Petits ateliers









